News del 02/09/11

Alberto Mario Cirese

E' morto ieri a Roma all’età di 90 anni Alberto Mario Cirese, uno dei maggiori studiosi delle culture e delle tradizioni popolari. Demologo e antropologo. docente di Storia delle tradizioni popolari nell'Università di Cagliari, passato successivamente all'insegnamento di Antropologia culturale dapprima a Siena e poi a Roma, ha carratterizzato i suoi Studi di trdizioni popolari (strambotti, mottetti sardi, gioco di Ozieri) Come già in parte De Martino negli anni Cinquanta e Sessanta, Cirese si collega al pensiero gramsciano per quanto riguarda il rapporto tra gruppi dirigenti e culture subalterne. Tale rapporto, descritto in termini di Cultura egemonica/ cultura subalterna si combina con una rivalutazione delle tradizioni popolari, le cui manifestazioni rappresentano dislivelli di cultura interni a una società di classe o comunque stratificata. L'aver utilizzato per primo in Italia il termine etno-antropologia e l'essersi interessato a tematiche classiche dell’ Etnologia come i sisitemi di parentela, testimoniano il ruolo importante di Cirese nel rinnovamento degli studi demologici ed etnologici miranti alla ricerca di strutture “antropo-logiche”. Oltre a numerosissimi studi comparsi su riviste ha pubblicato tra l'altro i libri "Saggi sulla cultura meridionale" (1955), "La poesia popolare" (1958), "Il folklore come studio dei dislivelli interni di cultura" (1961-62), "Prime annotazioni per una analisi strutturale dei proverbi" (1968-69), "Aspetti della ritualità magico-religiosa nel Tarantino" (1971), "Ricerche morfologiche e prospettive strutturali: da Propp a Levi-Strauss" (1973-1974), "Segnicità fabrilità procreazione. Appunti etnoantropologici" (1984), "Ragioni metriche. Versificazioni e tradizioni orali" (1988), e l’opera sistematica "Cultura egemonica e culture subalterne" (1972). In edizione Einaudi sono uscite le opere "Intellettuali, folclore, istinto di classe" (1976) e "Oggetti, segni, musei" (1977). Cirese ha curato il volume collegiale "Folklore e antropologia tra storicismo e marxismo" (1972). Nella seconda metà degli anni Sessanta Cirese collaborò con il neonato Istituto Ernesto de Martino fondato a Milano da Gianni Bosio e curò l'edizione di vari testi della collana "Strumenti di lavoro. Archivi del mondo popolare". Tra il 1968 e il 1972 coordinò il lavoro di quaranta ricercatori che, per conto della Discoteca di Stato, effettuano la prima rilevazione di "tradizioni orali non cantate" (fiabe, leggende, aneddoti, indovinelli, proverbi, ecc.) che documentò tutto il territorio italiano. L'inventario delle registrazioni, classificate per tipi, motivi e argomenti, venne pubblicato a cura dello stesso Cirese e di Liliana Serafini, sua moglie, nel 1975